venerdì 18 novembre 2011
Gunpania è Fascista?
Su un nostro articolo recente qualche bontempone ha pensato di lasciarci un commento offensivo che riportiamo fedelmente: ''il vostro teatrino fascista di Stato non si eleva dalla men che mediocrità in cui sguazzate, tra le irrisioni verso chi perde la casa e il qualunquismo inneggiante alla falsa pace sociale''.
Ricordiamo a questo signore (che ovviamente è anonimo) che noi attraverso la nostra comunicazione ci siamo occupati di temi come: L'acqua pubblica bene comune. Le spiagge libere beni Comuni, Il welfare per i rioni degradati, I rifiuti a Napoli, dando voce alle donne di Terzigno aggredite dalle forze dell'ordine....e della misteriosa Morte di Roberto Collina a Largo Campo in quel che fu il San Matteo piu triste della storia di Salerno.
Quindi prima di chiamarci Fascisti cari lettori anonimi, informatevi meglio sulle attività di Gunpania.
Sappiamo bene che chi ci segue non pensa minimamente queste cose sul nostro conto, ed è proprio per questo che ci teniamo a specificare cosa abbia scatenato queste offese.
In verità possiamo immaginare cosa abbia dato fastidio all'acuto lettore, ovvero, l'accostamento di due immagini cosi diverse tra loro, come quella di Carlo Giuliani morto per mano del Giovane Carabiniere Mario Placanica negli scontri del G8 di Genova nel luglio del 2011 e quella di Carlo Falvella morto a Salerno il 7 luglio 1972 per mano dell'Anarchico Giovanni Marini.
Nel nostro articolo volevamo solo puntualizzare che non esistono Morti di Destra e Morti di Sinistra, ma solo ragazzi giovani che muoiono per delle idee, per quanto queste ultime possano essere diverse fra loro. Evidentemente a qualcuno ha dato fastidio quest'accostamento così noi per evitare polemiche decidemmo di eliminare l'accostamento fotografico.
Ma dato che a pensarci bene non ci sia (secondo noi) nulla di male in questo accostamento, di conseguenza Ve lo riproponiamo proprio perchè noi crediamo in ciò che comunichiamo.
Attenzione, Chiunque si trovi in disaccordo con l'accostamento delle fotografie dei ragazzi in questione, non ci chieda di eliminarle, piuttosto sarà completamente libero di esprimere il proprio dissenso sulla pagina dei commenti qui in basso.
Vincenzo Luca Forte
Direttore Marketing & Comunicazione
Gunpania
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Prima di mettere certe foto meglio sapere di chi si sta parlando
RispondiEliminaL’anarchico Giovanni Marini “doveva” morire una sera d’estate di molti anni fa. Era il 7 luglio del 1972 quando sfuggìi a una vile aggressione fascista, nel corso della quale perse la vita una dei suoi aggressori, il giovane Carlo Falvella. La città di Salerno in quelli anni fu teatro di moltissime azioni fasciste, come incendi, devastazioni di sedi e aggressioni a militanti della sinistra, fino ad un assalto alla redazione del quotidiano “Il Mattino”.
Giovanni Marini era impegnato in una contro-inchiesta su uno strano incidente stradale che aveva provocato la morte di cinque anarchici calabresi, Giovanni Aricò, Annalisa Borth, Angelo Casile, Francesco Scordo, Ligi Lo Celso, avvenuto il 27 settembre 1970 sull’autostrada nei pressi di Ferentino, a pochi chilometri da Roma, dove i nostri compagni si recavano per consegnare i risultati di una loro inchiesta sulle stragi fasciste, che avevano cominciato ad insanguinare l’Italia. Le carte e i documenti degli anarchici di Reggio Calabria non furono mai ritrovate. Nell’incidente, avvenuto all’altezza di una villa di Valerio Borghese, fu coinvolto un autotreno guidato da un salernitano, che procedeva con i fari posteriori spenti. Pare che l’autista avesse simpatie fasciste. Marini doveva accertare se era stato un incidente casuale oppure organizzato e per questo aveva ricevuto molte minacce telefoniche, ma non sappiamo a che cosa approdarono le sue indagini.
Nella prima serata del 7 luglio 1972 a Salerno si consumò l’ennesima provocazione da parte di Carlo Falvella e di Giovanni Alflinito, due militanti del MSI. Falvella per provocare una sua reazione, incontrandolo, gli diede una gomitata, ma Marini che passeggiava in compagnia di Gennaro Scariati, nato nel 1955 a Salerno, non reagì. E ben fece perché il lungomare di Salerno era strapieno di fascisti pronti ad intervenire per dar man forte ai camerati certamente mandati in avanscoperta.
Più tardi Marini e Scariati, ai quali nel frattempo si era aggiunto per puro caso il giovane Francesco Mastrogiovanni, nato nel 1951 a Castelnuovo Cilento (Sa), ridiscendendo tranquillamente Via Velia per andare a teatro, incontrarono nuovamente i due giovani missini. Ai due Mastrogiovanni disse di lasciarli in pace e per tutta risposta vide luccicare la lama di un coltello che lo ferì alla gamba, svenne e cadde sul marciapiedi. A questo punto intervenne Giovanni Marini, che riuscì a disarmare gli aggressori e, impossessatosi del coltello che aveva ferito Mastrogiovanni, nella colluttazione ferì Carlo Falvella, un giovane fascista di 21 anni. I fascisti – di fronte all’imprevista e coraggiosa reazione – se la diedero a gambe, limitandosi a soccorrere i loro due camerati e poco dopo Falvella morì all’ospedale. Mastrogiovanni, sanguinante per la ferita alla gamba, dovette ricorrere all’autostop per recarsi in ospedale.
Marini si costituì subito dopo e fu dichiarato in arresto insieme con Mastrogiovanni e con Scariati, che si costituì dopo alcuni giorni e venne prosciolto in istruttoria, mentre Mastrogiovanni sarà scarcerato ma imputato per rissa.
Intanto Marini, descritto come un mostro, una belva anarchica assetata di sangue, per punizione peregrinava incessantemente da un carcere all’altro e a Caltanissetta fu destinato in una buia e umida cella. E non smise mai di denunziare le incivili e aberranti condizioni di vita riservate ai carcerati.
Valentino
il tuo racconto ci piace molto,ma i fascisti sono altrove...non in gunpania...
RispondiEliminacredo che chi ha scritto il commento e' solo un provocatore. Per i fatti del caso "Carlo Falvella" mi sembra che abbiate dimenticato che in quegli anni le violenze fasciste erano all'ordine del giorno e che la giustizia era a senso unico specialmente contro gli anarchici e gli autonomisti, in tutti i due casi "Carlo Farvella" e "Carlo Giuliani" che forse voi avete scelto per dimostrare che Carlo e Carlo per voi indifferentemente dal fatto che erano fascisti o anarchici sono vittime di violenza, a mio avviso sono vittime di questo stato, io vedo un solo responsabile, cosi come lo vedo per la morte del Pinelli, delle stragi rosse e nere, per le stragi di Falcone e Borsellino e per l'ecomafia che ci avvelena, lo stato italiano ed i poteri forti che lo pilotano.
RispondiEliminaLuigi Ferrara
valentino, è interessante il tuo commento, anche perché queste storie non le conoscevo, però c'è da dire che nemmeno carlo giuliani era uno stinco di santo, quindi non te la prendere troppo per l'accostamento.
RispondiEliminala cosa importante è l'idea che si vuole far passare, cioè che un morto è un morto, e la morte di un giovane è in ogni caso una tragedia.
però hai fatto bene a precisare, così quelli come me hanno potuto arricchirsi di nuove notizie.
un saluto a gunpania
Antonio