giovedì 17 novembre 2011
Il Salernitano: Antropologia Urbana
Ieri...
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In una fitta trama “incantata” di fiori e ghirigori fluttuanti la città di Salerno spalanca le porte al Natale. Una fiumana di gente si assiepa e scorre nelle strade come acqua multicolore, sotto un cielo cangiante. Una bella favola natalizia, un’oasi magica , come il villaggio dei puffi, in un mondo che si avvicina sempre di più al baratro. Ma mettiamo per un attimo in un angolo il nichilismo cosmico e le preoccupazioni legate allo spread.
Nelle strade altisonanti, prende vita come ogni anno, ( e direi, anche, come ogni giorno) lo struscio degli abitanti di Salerno. Ameni pensatori , potenziali viveurs, trasgressivi in giacca e cravatta si sparpagliano per le strade, cercando sguardi, conversazioni più o meno conturbanti, in piedi fermi sui sanpietrini o seduti poeticamente ai bistrot , i salernitani si godono il loro Eden incantato. Paradiso a misura d’uomo, Salerno d’inverno, Salerno d’estate, Salerno a Natale, a Pasqua e a San Matteo.
Un mondo perfetto in un mondo imperfetto. Il salernitano, per natura cosmopolita, elegante e fiero, farebbe sembrare Dorian Gray un muratore rumeno del basso Lazio, pur vivendo nel suo perimetro incantato, conosce tutto il mondo ed ha assaporato paesaggi esotici, ma resta legato (come è giusto che sia) alla sua città, in uno strenuo patriottismo radicato nella sua mente dal tempo dei tempi. Come per coloro che giunti in Africa avvertono, una volta andati via, il “mal d’africa”, coloro che giungono o nascono nella città incantata e per qualche strano motivo, ad esempio il lavoro (dal momento che non ce n’è), se ne allontanano , soffrono a distanza del “mal di Salerno”. Se andate su wikipedia scoprirete che i sintomi di queste due manifestazioni sono quasi gli stessi, e scoprirete di averli provati almeno una volta nella vita. Compresa me, sia chiaro.
Salerno per il salernitano è come Zante per Ugo Foscolo, però senza tutto quel pathos proveniente da quell’animo ribelle e appassionato del poeta.
Insomma, abbiamo capito che ci si può dilettare in varie ed eventuali elucubrazioni antropologiche. Sempre che non vi offendiate. I luoghi sacri di questa popolazione costiera sono il tribunale, luogo sacro mattutino, bar, per aperitivi e caffè, il Corso, ristoranti e discoteche.
Grandi viveur della notte setosa e costellata (soprattutto ora che è Natale) di mille luci, appassionati parcheggiatori in doppia fila e fisicamente parcheggiati in un bar a fare aperitivo o a prendere un caffè, i salernitani amano concedersi voluttuose pause dopo una dura giornata di lavoro. Puntuali cadetti del consumismo, il loro hobby preferito è fare shopping. Sul Corso. In questo modo il salernitano trova quello di cui più ha bisogno: negozi,bar e altri salernitani con cui parlare. Passeggiando, si diletta in saluti regali a destra e a manca, con una leggera oscillazione della mano, emulando la regina Elisabetta che saluta i suoi sudditi. Talvolta si sofferma a discutere fermandosi in mezzo al corso bloccando il passaggio.
Alcuni di loro sono talmente abbronzati persino d’inverno che rischiano che gli si venga chiesto il permesso di soggiorno; le donne invece, dalla pelle ambrata tutto l’anno, e spesso ornate di preziosi orpelli, susciterebbero l’invidia della bella Sherazad (la fanciulla delle Mille e una notte, per capirci).
Il salernitano medio è uno sportivo, ma preferisce prendere la macchina (sportiva anch’essa) , anche per andare a comprare le sigarette , sotto casa. Così una costellazione di ingorghi e di clacson abbelliscono la città ad ogni ora, soprattutto se piove, dando così l’idea al salernitano di vivere in una metropoli caotica che non ha nulla da invidiare a Londra, Parigi, Roma, Milano.
Molti di loro sostengono di non amare le luminarie ( si porta ormai ed è oltremodo cool dire, parlando delle luci d’artista “ ma che stronzata!” o “ancora!” ), ma poi passeggiando per il centro storico gli si dischiude un sorriso mistico di rapimento sul volto ed un guizzo di gioia nel cuore.
Gradirei parlare adesso dell’intellighenzia giovanile salernitana, perché onestamente quella “adulta” o in là negli anni non si esprime molto, o forse semplicemente non c’è.
Negli ultimi tempi c’è stata a Salerno una miracolosa moltiplicazione di fotografi/ artisti/creativi/ faccio cose vedo gente, ed è giusto che sia così, ogni città ha il suo nucleo di creativi. Guai se così non fosse.
Credo di aver capito che a salerno vi sia una sorta di convenzione tra i negozi che vendono macchine fotografiche e l’associazione mondiale “Fotografi Artistici”.
In realtà il nome completo dell’associazione è un po’ più lungo, ma ho voluto sintetizzare al massimo. In sostanza, all’acquisto della reflex ti danno il tesserino e il gioco è fatto. Sei un fotografo. Non dovrai più preoccuparti delle foto che verranno male o saranno fuori fuoco, potrai sempre dire che sono artistiche underground o un po’ vintage.
Non dobbiamo dimenticare di citare quegli esponenti dell’intellighenzia salernitana che per una qualche strana motivazione o per puro e semplice piacere hanno trascorso qualche ora all’estero o in giro per il mondo e sono pregni come un uovo delle più svariate influenze planetarie. Su facebook solitamente si fregiano di un orientamento religioso agnostico. Discutono qualunquisticamente di ogni argomento, senza però entrare troppo nello specifico, si aggirano per l’università con fare sornione di chi la sa lunga, indossando cappellini trendy yeah yep, olè, facendosi le sigarette con il tabacco anche se la tasca del loro jeans (strappato) è firmata Armani. Sono, inoltre, hungry e foolish proprio come auspicava che fossero i giovani d’oggi Steve Jobs. Sostano amabilmente davanti a qualsiasi locale sia autorizzato a vendere alcolici e trascorrono tra una filosofia ed un’altra le loro serate, mostrando il loro malessere nel sentirsi troppo stretti in questa piccola città di provincia. Un po’ maledetti un po’ arrabbiati con il piccolo insulso microcosmo che li circonda che non li comprende e non li stimola.
Chiedo venia per questi toni irridenti e se tu che leggi, per caso, ti dovessi essere riconosciuto in qualche mia frase o categoria (innanzitutto vorrà dire che io sono molto brava) ti pregherei di non andarti a suicidare sul “pennello” , cerca piuttosto di non prenderti troppo sul serio e di trovare il modo per uscire dignitosamente dalla mandria di bufali al pascolo che costituisce la stragrande maggioranza della popolazione terrestre. Tutti potremmo fare molto di più, se solo la smettessimo di stare con il naso all’insù a guardare inebetiti le luci di Natale.
Serena Talento
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il tuo cognome la dice tutta! Complimenti, bel pezzo.
RispondiEliminaè il post medio sul salernitano medio che mediamente gira sui blog dei salernitani
RispondiEliminaA tratti ironico, però un pò troppo qualunquista ... Per descrivere così bene sensazioni di gioia per le luci di Natale.. devi averle provate! eheheh Che non ci si spaventi della propria parte "media", altrimenti ci eleviamo, descriviamo e rischiamo per non capire più niente dall'alto dello snobbismo.
RispondiEliminail vostro teatrino fascista di Stato non si eleva dalla men che mediocrità in cui sguazzate, tra le irrisioni verso chi perde la casa e il qualunquismo inneggiante alla falsa pace sociale.
RispondiEliminaCaro anonimo, già per il fatto che non hai avuto il coraggio di lasciare un tuo nome la dice lunga e partendo dal fatto che la democrazia si basa proprio sulla libertà di opinione e quindi di parola se loro son fascisti Rai 1, i giornali di Berlusconi e la Mediaset cosa sono? Sinceramente definire questo blog Fascista è improponibile. Non ne faccio una questione politica ma ideologia. Il fine di questo blog è quello di far emergere realtà che nessuno conosce, perchè la realtà campania è molto discussa tra i media ma mai approfondita e affrontata a dovere. E poi definirlo teatrino? A che scopo? Tra chi soprattutto? Credo che le tue parole sono insensate perchè non sai di cosa stai parlando. Se magari ci delucidi sul fascismo di questo blog parlandone da persone civili noi ascolteremo tutte le tue motivazioni. Ma preferiamo che la tua identità non sia anonima. Se resterà tale mi viene da pensare che sei stato spinto da qualcuno a scrivere tali cose, o addirittura pagato. Ricorda noi accettiamo tutte le opinioni, ma non vuol dire che le debba condividere, intanto le rispetto senza offendere in nessun modo
RispondiEliminaBrava Serena... bel pezzo.
RispondiEliminaMi ha fatto ricordare la Salerno di qualche anno fa, perchè attualmente credo ci sia un'aria meno spensierata in giro.
Forse a causa della crisi economica o chissà cosa..